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About

BOLOGNA UNDERGROUND MOVEMENT

B.U.M. è una sigla che sta per Bologna Underground Movement. È la risposta alla necessità di far emergere una vera cultura artistica e musicale underground: prendendo ispirazione dalle città di spicco del panorama artistico europeo (Londra, Bristol, Berlino), il B.U.M. cerca di creare una cosiddetta “scena” bolognese che sia indipendente dai diktat del mercato e che si ponga come obiettivo il coltivare un vivaio artistico da cui attingere per la realizzazione di concerti-eventi.
Il B.U.M. vuole diffondere una vera cultura artistica dal basso affinché rinasca a Bologna, così come in Italia, un movimento artistico musicale ed organizzativo che possa ridestare un fervore culturale non morto ma solo assopito.

Modus operandi:

B.U.M. è alla continua ricerca di contaminazioni. Il B.U.M. è aperto a chiunque si riconosca nel progetto e dimostri valore e merito. Le nostre competenze vanno dal talent scouting alla logistica organizzativa sino ad arrivare alla cura della veste grafica. Abbiamo a disposizione fonici, artisti, vj’s, dj’s, e qualunque altra figura possa rendersi utile alla realizzazione dell’evento.

Chi siamo:

Racchiuse sotto il nome B.U.M. Collaborano molteplici realtà differenti che condividono lo stesso progetto. Ai Bumers di “nascita” si sono aggiunti fino a esserne parte integrante o collaboratori stabili collettivi di dj’s, organizzatori di festivals ed etichette iscografiche.

Cosa abbiamo fatto:

Nei suoi primi tre anni di attività il B.U.M. è riuscito a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto all’interno del ventaglio di proposte culturali che Bologna, una delle più grandi città italiane e centro universitario d’eccellenza, ha da offrire. Le nostre iniziative sono state ospitate da praticamente tutti i maggiori centri d’aggregazione e scambio culturale cittadini: clubs, università, centri sociali.
Giusto per nominarne alcuni: Facoltà di Lettere e Filosofia, Link Club, Il Cassero, TPO, Scalo San Donato, Zoom Club, Locomotiv Club. Concerti, performances, installazioni audio e video: il lavoro energico e l’abnegazione dei ragazzi (tutti sotto i trent’anni) che compongono il B.U.M. ha fatto sì che questa realtà potesse ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto in una città come Bologna che da
secoli fa della cultura la sua arma vincente.

Subverse, Subside, Outlook Festival Italian Launch Party:

Qui al B.U.M. abbiamo sempre creduto nella portentosa ventata di freschezza che l’innovazione, specie nel campo musicale, è in grado di portare. Grazie ad un orecchio teso verso le novità provenienti dai centri europei più all’avanguardia, il B.U.M. è ora una delle realtà italiane più preparate nel campo della bass music e dell’elettronica underground.
Dubstep, d’n'b, jungle, idm, uk funky, dub, techno: questi sono alcuni dei generi che hanno fatto sì che il B.U.M. potesse entrare in contatto con alcuni dei protagonisti della scena elettronica europea degli ultimi anni. Nel complesso il B.U.M. e altre realtà che ad esso sono legate come Electregra/Lil Pitch Records, hanno incrociato durante il loro cammino talenti del calibro di DJ Pinch (Bristol, Tectonic Recordings/Planet Mu), DJ Hatcha (London, Tempa/Planet Mu) Subeena (London, Planet Mu), Pole (Berlin, Scape), The Doubtful Guest (London, Planet Mu), Ether (Florence, Mousikelab/Persistencebit/Betulla Rec.).
Il B.U.M. è da due anni curatore, insieme al Link Club, della preview italiana di uno dei festival più importanti dell’estate europea: il croato Outlook Festival.
La seconda edizione, che in questo duemilaundici ha avuto luogo a fine marzo, ha visto come protagonisti della serata alcuni fra i maggiori producers e djs dubstep italiani che hanno supportato con la loro presenza l’esibizione del fuoriclasse inglese Kromestar (Hotflush/Bass Love Kromestar Rec, UK).
Nel mese di maggio dell’anno corrente abbiamo inoltre avuto l’occasione di ospitare, sempre al Link Club, l’inglese Feed Me (London, Mou5etrap): astro nascente dell’elettronica mondiale (il suo stile ha già catturato l’attenzione di bands come Gorillaz e Muse che a lui hanno chiesto dei remixes) l’inglese Jon Gooch è alfiere di sonorità decisamente innovative, un mix magmatico di electro,
dubstep e drum’n'bass (il suo nuovo moniker, Feed Me, segue quello forse ben più conosciuto di Spor).
Durante tutto l’anno siamo stati inoltre protagonisti di una serie fissa di appuntamenti mensili (tre per la precisione), che hanno preso il nome di Subverse: l‘Arterìa si è così trasformata nel fulcro cittadino della bass music, con un pubblico sempre più numeroso e pronto a scatenarsi sul dancefloor.